Quanto guadagna un CSR manager?

Ultimamente in Italia si respira una terribile aria di dismissione. Chi è in cerca di un lavoro non è certo favorito da questo clima da si salvi chi può che ormai si è impadronito del nostro paese.

Ma se ha cominciato a interessarsi alla green economy ed è in cerca di specializzazioni per avviare un percorso professionale al suo interno, potrebbe prendere in considerazione una carriera nella Corporate Social Responsibility o semplicemente CSR.

Ma cos’è esattamente la CSR? Quali sono le opportunità in Italia e all’estero per chi vuole specializzarsi in questo settore? Che percorso di formazione seguire e quali competenze sono necessarie per costruirsi un curriculum all’altezza della situazione? E alla fine il nostro sforzo sarà ripagato? In altre parole quanto guadagna un CSR manager?

Si può cercare una risposta a tutte queste domande nel nuovo rapporto “The 2012 CR & Sustainability Salary Survey”, appena pubblicato nel Regno Unito da Acre Resources, Acona, Ethical Performance e Flag. L’indagine, oltre a informarci sugli stipendi dei professionisti CSR, ci dà alcune interessanti informazioni che ci aiutano a farci un’idea un po’ più precisa del loro mondo.

Proviamo dunque a interrogare il rapporto

Prima però di entrare nello specifico può essere utile soffermarsi su alcune informazioni preliminari sulla ricerca tenuto conto del punto di vista di un lettore italiano. L’indagine, giunta quest’anno alla sua quarta edizione, è basata sulle risposte di 847 professionisti operanti nel settore (+42% rispetto al 2010), consulenti e impiegati in Ong, enti governativi, istituzioni benefiche, società pubbliche o private.

La realtà che fotografa è in gran parte quella britannica e, in generale, anglosassone, come si può vedere dal grafico in basso.

Ciononostante, le risposte fornite dal campione consentono di tratteggiare un paesaggio della CSR che, con tutte le approssimazioni del caso, ha una valenza più o meno globale.

Partiamo dunque con la definizione di CSR.

Per delimitare i confini di questo settore, forse ci può essere utile sapere di cosa si occupano i professionisti della CSR. Gli autori del rapporto hanno chiesto al campione di indicare, tra le attività elencate di seguito, quelle che li vedono maggiormente impegnati durante le ore di lavoro:

Dalle risposte risulta che le top five activities per lo staff in-house sono:

  1. CR/sustainability strategy development and implementation
  2. Environment
  3. Community investment
  4. Reporting/performance measurement
  5. Carbon/energy management

Le top five activities per i consulenti sono invece:

  1. CR/sustainability strategy development and implementation
  2. Auditing/assurance
  3. Carbon/energy management
  4. Reporting/performance measurement
  5. Environment

Come si vede, sostenibilità (inteso nel suo significato più ampio), ambiente, gestione dei consumi energetici e riduzione dei gas serra sono alcune delle attività principali di un professionista CSR, il cui ruolo – sottolinea il rapporto – è sempre più strategico all’interno di un’organizzazione.

Secondo gli autori del rapporto: “The CR enterprise has never been an easy one to define but its growth over the last 10 years has been striking, both in terms of the ambition of its aims and the number of personnel”. Il che suona come un invito a non indugiare per chi sta valutando una carriera nel settore.

Ma quali sono le qualifiche necessarie per diventare un CSR manager?

A questa domanda è difficile rispondere a conferma del fatto che si tratta di una professione dalla fisionomia ancora non ben definita.

Per quanto riguarda le qualifiche professionali, è maggiore il numero degli intervistati (56%) che proviene da settori non legati alla CSR rispetto a quelli (44%) con esperienze pregresse in questo campo. Ma questa percentuale si ribalta se teniamo conto delle specializzazioni: il 59% degli intervistati dice di aver fatto un master o un dottorato in CSR o nel campo della sostenibilità, a fronte di un 41% con una formazione non inerente. Inoltre, il 13% dice di aver un Master in Business Administration (MBA).

Quanto guadagna un Csr manager?

Nonostante la crisi, gli stipendi di queste figure professionali continuano a crescere. Secondo la classifica stilata dagli autori del rapporto, i manager CSR più pagati si trovano nei paesi del “resto d’Europa, esclusi la Gran Bretagna, con una media di 86.250 euro, seguiti dal Nord America (85.000), resto del mondo (83.600) e fanalino di coda la Gran Bretagna (70.450).

Dal sondaggio emerge inoltre che lavorare per una società è più remunerativo che farlo come consulente. I consulenti sono pagati in media 11.250 euro in meno dei professionisti CSR in-house. Altro dato interessante: non c’è una stretta correlazione tra alti salari e la taglia della società o del team dedicato alla CSR al suo interno.

Dando uno sguardo ai bonus, più di un terzo degli intervistati (36%) ha detto di non aver ricevuto alcun bonus negli ultimi 12 mesi: quasi il 90% di quelli che lo hanno ricevuto un bonus inferiore a 25.000 euro.

I settori che pagano di più, in media, sono le Natural Resources (118.750 euro), Industrials (116.250 euro) e Telecoms (95.000 euro). In basso la classifica dei settori in base allo stipendio medio di un professionista CSR in ordine crescente.

Ora diamo un’occhiata ai ruoli

Nelle società troviamo le seguenti figure:

  1. Director/Head: “The most senior CR/S person in the organisation”, guadagna in media 120.000 euro (anche se ci sono molte eccezioni con stipendi molto più alti). È un ruolo ricoperto più spesso da professionisti di sesso maschile che femminile. Il budget che gestiscono oscilla da circa 625.000 euro a 1.250.000 euro.
  2. Manager: guadagno medio 90.000 euro e budget annuale di 250.000 euro.
  3. Advisor/Analyst: fa parte del team guidato dal manager o dal Director/Head. È un ruolo ricoperto prevalentemente da donne laureate con una media di 10 anni di esperienza.
  4. Assistant/Team member: ruolo junior a supporto degli altri. Guadagno medio 27.500. Ricoperto più spesso da una donna.

Le figure dei consulenti:

  1. Director/Partner: più spesso un uomo che una donna, è a capo di un team di una società di consuelnza oppure fondatore di una sua società. Guadagna in media 93.750 euro e controlla un budget da 250.000 euro a 625.000 euro.
  2. Senior consultant: guadagno medio 57.500 euro.
  3. Consultant/Analyst: è un ruolo occupato prevalentemente da persone con meno esperienza nella CSR.

Cattive notizie per le donne: in generale, il loro numero nel settore è in declino, mentre cresce il numero di occupati di sesso maschile. E’ quanto emerge dal sondaggio che si è basato su un campione costituito per il 52% da donne e per il 48% da uomini, a fronte del 56/44 del 2010.

Ma il dato peggiore per il gentil sesso è il livello medio dei salari che riflette la posizione di subalternità della donna anche nel settore emergente della CSR:  in media lo stipendio dei maschi  (circa 84.000 euro) è più alto del 18,4% di quelle delle donne (71.000 euro).

Per finire: qual è il livello di soddisfazione dei professionisti della CSR?

Molto alto, ci dice la ricerca. L’80% degli intervistati si dice soddisfatto, sente che il proprio lavoro è sicuro, e che anzi lo è di più rispetto al passato. Sale al 94% la percentuale di coloro che consiglierebbero una carriera nel settore.

Per maggiori informazioni sul “CR Salary Survey 2012”,  scrivete un’email a uno dei seguenti indirizzi:

  1. Vic.Moutrey@flag.co.uk;
  2. paul.burke@acona.co.uk;
  3. annabel.buchan@acona.co.uk;
  4. Andy@acre-resources.com;
  5. editor@ethicalperformance.com.