Norvegia: il Green Mountain Data Center

E’ tutto pronto per accendere il Green Mountain Data Center: un complesso tentacolare di 21.500 metri quadrati costruito in un vecchio deposito di munizioni della Nato, sotto una montagna nei pressi della città di Stavanger, sulle coste occidentali della Norvegia, praticamente all’interno di un fiordo. Il Green Mountain Data Center, realizzato nell’ambito di un progetto che ha visto la collaborazione di Smedvig (che controlla la struttura), Lyse Energy ed Ergo Group, sarà alimentato esclusivamente da fonti rinnovabili (energia idroelettrica per la precisione, abbondante in Norvegia) e raffreddato utilizzando unicamente, al posto dei tradizionali strumenti di refrigerazione, assetati di energia, con le acque di profondità del fiordo che hanno una temperatura media di circa 8°C. Si tratta di un sistema naturale denominato ‘water cooling’ (un tipo di ‘free cooling’), estremamente efficiente, grazie al quale il Power Usage Effectiveness (PUE) del centro dati – un’indice di efficienza energetica ottenuto dal rapporto tra la capacità elettrica dedicata ad alimentare effettivamente gli apparati di calcolo rispetto ai consumi per i sistemi ausiliari (come gli impianti di raffreddamento) – risulterà particolarmente basso, pari a solo 1,2.

Grazie a queste caratteristiche il Green Mountain Data Center avrà un’impronta carbonica praticamente pari a zero e un costo di funzionamento inferiore di circa il 30% rispetto a centri dati con una paragonabile potenza di calcolo. Secondo i calcoli, rispetto a un normale data center negli Stati Uniti o in Gran Bretagna, eviterà l’emissione in atmosfera di 76.000 tonnellate di CO2 all’anno.

La necessità di gestire e archiviare quantità sempre maggiori di dati sta facendo aumentare in maniera esponenziale le dimensioni dei data center e, di conseguenza, i loro consumi energetici. Per questo si sta facendo strada il concetto di green data center, un centro dati estremamente efficiente, alimentato da energia verde, che adotta inoltre sistemi di raffreddamento naturali, di cui il Green Mountain Data Center offre un esempio unico al mondo che, siamo sicuri, farà scuola ispirando simili progetti in tutto il pianeta. Se la tabella di marcia sarà rispettata, la struttura potrà funzionare a pieno regime entro il primo trimestre dell’anno prossimo.