Green IT, Apple prova a recuperare terreno

Anche Apple come Facebook prova a recuperare il ritardo accumulato sul terreno del Green IT rispetto ad altri colossi del Web come Yahoo! e Google. Le lodi (meritate) che il motore di ricerca si è guadagnato conquistando la vetta dell’ultima edizione di Cool IT, la classifica dedicata all’impegno verde dei colossi dell’Information Technology stilata da Greenpeace, devono aver infastidito i piani alti di Cupertino più della stessa esclusione dalla graduatoria, destino condiviso con il social network più frequentato del mondo.

Con le numerose iniziative a favore delle energie rinnovabili e delle tecnologie pulite, tra cui investimenti a startup e attività di lobby nei confronti dei governi a favore delle politiche contro i cambiamenti climatici, Google è infatti ormai visto come un campione indiscusso del Green IT e del Green Web, mentre Apple, più volte finita nel mirino degli ambientalisti, non si è certo distinta negli anni scorsi per la propria sensibilità ambientale suscitando forti perplessità, se non condanne, per il suo (pressoché totale) disinteresse in materia come del resto per la noncuranza nei confronti delle condizioni di lavoro degli operai che assemblano i suoi prodotti in Asia. Due circostanze che stridono con l’immagine che la Mela vuole dare di sé, di fautrice di un mondo migliore, che emana dal suo stesso fondatore Steve Jobs. Per questo ora Cupertino prova a correre a i ripari su entrambi i fronti.

E se la nuova stagione di diritti per i lavoratori dei suoi fornitori asiatici parte dalla cinese Foxconn, protagonista indiscusso della sua rivoluzione verde è invece il complesso di Maiden, nel North Carolina, dove si trovano i data center che alimentano iCloud, il nuovo servizio di punta di Apple. Dopo aver annunciato nei mesi scorsi, la costruzione su un terreno limitrofo di una centrale fotovoltaica da 20 MW, il passo successivo prevede ora la realizzazione di un mega impianto a celle a combustibile alimentate a idrogeno. Si tratta di un progetto per l’installazione di 24 moduli ‘fuel cell’ del tipo già utilizzato da altre corporation americane come Walmart, Google, Staples, eBay, Cox Enterprises, FedEx, Bank of America, Coca-Cola, AT&T e Adobe.

La qualifica di progetto “verde” è giustificata dalla decisione di utilizzare biogas da discarica, da cui estrarre l’idrogeno o per compensare l’eventuale ricorso al gas naturale. Secondo alcune indiscrezioni confermate da Apple, il nuovo impianto potrebbe essere già in funzione entro la fine dell’anno. Come detto, il Data Center” (‘Il Green Data Center è un centro dati estremamente efficiente, alimentato da energia verde, che adotta sistemi di raffreddamento naturali (come il free cooling).’);Green Data Center di Maiden è il pezzo forte dell‘Apple_Facilities_Report_2012 – anche perché in questo caso si traduce nell’impiego di sistemi di refrigerazione come il free cooling – ma l’obiettivo (estremamente ambizioso) è arrivare ad alimentare tutti i suoi siti con energia al 100% rinnovabile.